Il blog di Paolo Zippo

Chiacchiere e confessioni
mercoledì, 14 ottobre 2009

Incontri londinesi (e qualche ripensamento...)

burqaIl fatto : Londra , pomeriggio di sabato, stazione della metropolitana di Queensway. Siamo in coda ad aspettare l'ascensore che porta al piano superiore. Tra la muraglia di persone che aspettano di salire per le questioni più diverse al piano superiore,  tre donne in burqa.

Il burqa , quello vero, quello che copre da capo a piedi e lascia scoperti solo gli occhi , nero come la pece. Non mi era capitato mai di vedere dal vivo , ad un metro, ciò che ho sempre reputato (e reputo tuttora) un simbolo della repressione delle donne in alcuni paesi musulmani, quello che, ci hanno fatto capire, potrebbe essere anche un pericolo: non si sa cosa ci possa essere li sotto, coperto da quelle vesti che nulla lasciano trapelare se non gli occhi.

Con Ale uno sguardo d'intesa e la voglia di allontanarsi: ne abbiamo sentite troppe, viste troppe in questi anni per fidarci di rimanere nella Tube con tre possibili pericoli vestite di nero. E' la reazione più ovvia alle immagini viste un milione di volte in tv . Quell'abito legato indissolubilmente alla morte, alle lapidazioni, al non poter parlare in pubblico, al non poter essere istruite.

Invece, per uno strano scherzo del destino (e dell'affollamento) ci troviamo non solo accanto alle tre potenziali terroriste, ma pure a scambiarci qualche parola. Ragazze : 25 anni forse a testa, probabilmente meno.

A parte la gentilezza e l'educazione che dimostrano, resto colpito dagli occhi di queste ragazze: occhi felici. Lo so, non vuole dire nulla:  resta la sottomissione, restano tutte le negatività di quell'abito. Ma gli occhi di quelle tre ragazze erano , potrei giurarlo, occhi felici.

Questo non mi convincerà a giustrificare chi obbliga una donna ad indossare un velo che la copra tutta. Ma mi obbliga a pensare che forse ho bisogno pure io di riaprire la mente agli altri, ai diversi da noi, alle abitudini e agli usi che non sono i nostri.

Capire, forse ho bisogno anche io di capire di più, di conoscere di più, di studiare di più gli altri. Ho bisogno di ritornare a pensare che anche le cose che non capisco, che non condivido, che posso (come in questi casi) anche condannare pienamente ad altri possono andare bene. Ed è la loro vita.

Quegli occhi li ho ancora in mente . E mi fanno pensare.
postato da paolozippo alle ore 07:29 | link | commenti (37)
categorie: viaggi, donne, inglese
lunedì, 12 ottobre 2009

Back from London

bandiera_englishRitorno da un weekend lavorativo/turistico a Londra e mi scopro sempre più, inevitabilmente e forse inconsciamente, esterofilo. Non che non ami l'Italia, s'intenda : resta il mio Paese, il luogo dove sono nato e che mi accoglie sempre con gioia al rientro. Il luogo dove ho gli affetti più cari e dove mi sono "costruito" un lavoro che amo molto.

Semplicemente forse avrei dovuto nascere anglosassone.  Ogni volta che , per una ragione o per l'altra, mi reco in Gran Bretagna o nella mia amata Irlanda, respiro il "carattere" delle persone, l'educazione, l'uso del "sorry" ad ogni piè sospinto, un'apertura mentale e culturale che non riesco a trovare ,forse per mia ottusità, forse perchè è proprio così, in Italia.

Mi trovo , e mi vergogno un po' di questo, a provare una breve, inevitabile, repulsione per l'applauso al comandante dell'aereo che mi riporta a casa. Solo negli aerei zeppi di italiani si applaude. Mi imbarazza il modo con cui alcuni connazionali si offendono solo per il fatto che nelle reception degli alberghi non si parli l'italiano. Mi turba la caciara che siamo capaci di organizzare. A Londra si sentivano urlare solo gli italiani e gli spagnoli : perlomeno siamo in buona compagnia.

Eppure a Londra, come in altre città del mondo, gli italiani che vanno a vivere lì sono apprezzati, coccolati, ascoltati. Parlando dei motivi per cui ci si trasferisce da quelle (e altre) parti le spiegazioni sono sempre le stesse : culturali e lavorative.  L'italia è ferma , gli altri corrono. Il lavoro si trova (nonostante la crisi) e se si è in gamba si fa carriera, senza troppi nepotismi, raccomandazioni o paraculate.

Non amo gli inglesi "a prescindere" . Però in certe cose mi sento più vicino a loro che non al nostro improvvisare quotidiano.

Colpa mia, s'intende.

 
postato da paolozippo alle ore 08:35 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, vacanze, inglese
mercoledì, 23 settembre 2009

I'm back again

PaoloE' da talmente tanto tempo che non scrivo su questo blog che mi sembra perfino strano farlo. Qualcuno mi ha scritto in privato chiedendomi il perchè di questo lungo stop, altri logicamente e semplicemente  hanno abbandonato la loro lettura quotidiana e questo interagire che il blog permette .

Ricominciare a scrivere è quindi un iniziare di nuovo un cammino che si era fermato al termine di un periodo travagliato, complicato, costellato da faticose salite e rapide discese, la "blogterapia", come ama definirla un amico di penna.

Ricominciare a scrivere con la consapevolezza che ora la spinta a farlo non è più dettata dall'insicurezza, da sentimenti contrastanti, da un amore che non c'era e che solo l'ostinazione e la testardaggine di chi non vede oltre il proprio naso poteva credere realizzabile.

Torno a scrivere sereno. Per la gioia di scrivere e non per confessare o sfogare pene di alcun genere . Torno in un momento positivo della vita , personale e professionale. Un momento fortemente voluto, cercato, ottenuto con grande fatica e sacrificio, come meritano i momenti da tenere sul cuore.

Non c'era stato un vero perchè a convincermi a non scrivere, non c'è un vero perchè che mi spinge a rifarlo. Forse solo il desiderio di affidare le parole a questo foglio elettronico che è stato amico di tempi difficili e che merita di esserlo anche quando gli stessi divengono più leggeri, meno tempestati di preoccupazioni o di ansie, più ottimisti nel reale senso della parola.

Torno al blog perchè amo scrivere, innanzitutto. E all'amore non si può rinunciare.
postato da paolozippo alle ore 09:00 | link | commenti (5)
categorie: amore, blog, amicizia
lunedì, 13 aprile 2009

Ricordi

20Io c'ero. Io un terremoto l'ho vissuto da vicino, non tanto da patirne le conseguenze, ma terribilmente vicino da capirne (e vederne) le conseguenze. 

6 Maggio 1976 , poco più di un bambino quello che affrontava una delle prime serate di primavera dell'anno . Le vacanze erano vicine, l'estate aveva, quale giorno, fatto sentire il suo calore, la serata era bella e alle 21 eravamo ancora in giardino, nella mia vecchia casa di Trieste.

Alle 21.06 , me lo ricordo come fosse ieri, ero appoggiato alla ringhiera della scala esterna, quella che portava al piano superiore. La ringhiera ha iniziato a tremare, prima in maniera sommessa, poi sempre più forte, accompagnata da un rombo cupo , simile al rumore che le vecchie lavatrici facevano quando partivano in centrifuga senza essere ben ancorate al pavimento.

Il terremoto. L'unico terremoto della mia vita , uno dei più devastanti che la storia del nostro paese ricordi : quasi mille morti alle porte di casa, nei paesi che , con mamma e papà avevamo tante volte attraversato, visitato, nei quali eravamo andati a trovare amici e conoscenti.

Ricordo il tam tam delle prime radio private : Radio Sound, Radio 99 , forse fu quella una delle cose che mi fece innamorare della radio : l'immediatezza con la quale fummo informati di quanto stava succedendo. E poi i Vigili del Fuoco , i volontari, i radioamatori, le centinaia di persone che immediamente si mossero per soccorrere chi aveva perso tutto. Immagini riviste in questi giorni.

Da ragazzino non hai la precisione di cosa significhino mille morti. Poi pensi ad un paesino spazzato via, a quello che significa perdere tutto in pochi secondi, in attimi di terrore e di panico.

In questi giorni ho rivissuto quei momenti, guardando le foto e i filmati che arrivano dall' Aquila , città nella quale ho lavorato più volte, in passato, con i Company Contatto. Rivivendo quelle serate mi sono chiesto che fine avranno fatto le persone che ho conosciuto , quei volti che forse non saprei neppure riconoscere, quelle mani strette , quei baci scambiati.

Ci vollero dieci anni per ricostruire il Friuli : per tutti quegli anni passare nei paesi di Osoppo, Gemona, Venzone, Trasaghis significava capire quanto la natura può essere crudele e imprevedibile, talvolta.

Sono passati più di trent'anni da quel giorno. Un'altra volta la natura ha colpito inesorabile e ancora una volta i miei ricordi sono andati a quella ringhiera che tremava come mossa da una mano divina. Per 50 km mi era andata bene.

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categorie: ricordi, sentimenti, terremoto
giovedì, 12 febbraio 2009

Ritrovarsi su FB

facebook_cartoonNon sono tra quelli che cercano le proprie ex su Facebook. Non che non mi abbia fatto piacere ritrovare persone che non vedo o sento da tempo immemore , sul Faccia Libro, ma farmi del male proprio : grazie no.

Che ridere : scoprire persone di cui avevi perso ogni traccia e che hanno segnato parte della tua giovinezza : un amore adolescenziale o un 'amica alla quale hai insegnato ad andare in motorino : quel tuo collega di lavoro con il quale hai diviso decine e decine di serate "quando eri gggiovane".

Scoprire che il tempo, per alcuni è passato peggio che per te e, ammettiamolo, rincuorarti un po' per questo. .  Ma scoprire anche persone identiche a come le avevi lasciate. 

Certo : per tutti noi qualche zampetta di gallina è arrivata , un accenno di rughetta o, sopratutto in qualche ex compagno di scorrerie, qualche chiletto che prima non c'era. Ma siamo,in fondo,  quelli di sempre : segnati dalle prove della vita ma sempre noi : "generazione di sconvolti" , arrivati a sorpassare i quarant'anni con la stessa voglia di vivere di una volta.

Facebook può servire a convincerti che, in fondo, gli anni passano, ti cambiano, ma a parte qualche caso estremo, non troppo. Che almeno lo spirito è lo stesso.

Ma le ex, quelle che ci hanno ferito , quelle che hanno lasciato un segno indelebile, quelle di cui portiamo ancora i graffi sul cuore, non cerchiamole. Rinunciamo a battere sulla tastiera il loro nome, a indagare quali amici in comune hanno ancora con noi, se esiste ancora un, un solo, punto di contatto che ci leghi, seppur flebile e virtuale.

Alle volte non sapere, non conoscere, non indagare è molto meglio. Il nulla, un placido mare di punti interrogativi a cui non daremo mai una risposta è più poetico di un profilo, di un album di foto e di tag a foto antiche e sbiadite.

postato da paolozippo alle ore 08:54 | link | commenti (6)
categorie: amore, donne, ricordi, tecnologia, amicizia, sentimenti, uomini, sesso, single
martedì, 27 gennaio 2009

A mille ce n'è, nel mio cuore,

cenerentola"... E vissero per sempre felici e contenti... " . Finiva così la favola l'altra sera. Finiscono così tutte le favole, anche quelle che ci raccontiamo da grandi, quando speriamo che quel "per sempre" possa esistere veramente: che abitudine, errori, immaturità, denaro e cento altri motivi più o meno seri non riescano ad offuscare quel sogno che ,nella nostra bacata mente immatura, spunta ad ogni sorriso che ci colpisce e che trasformiamo nel nostro desiderio.

C'è chi propone di smettere di raccontare ai bambini favole che finiscono così : crescono credendo che il tutto non affonderà in bollette da pagare, mutui a tasso variabile o fisso, biancheria sporca o Mocio Vileda. Oppure, peggio, in lunghe telefonate con il proprio avvocato.

I bambini (visto con i miei occhi) ora tornano a casa con ,nello zaino, la versione corretta e trasformata di Cenerentola in cui la bella biondina dice al Principe : "non mi basta un ballo per sposarti..." Favole moderne. Poi il Principe non aveva l'Audi Q 7 ma una brutta carrozza con i cavalli bianchi (che in più la fanno sempre in giro) .

"Per sempre" non esiste. Lo abbiamo imparato a nostro discapito, in lunghi anni di praticantato sentimentale in cui il conto alla cassa non è  "a metà" ma pende spaventosamente sulla voce "a credito".

Però.

C'è quel però che ci porta ogni volta a credere che, si, in fondo ci si può credere di nuovo. Che stavolta si è fatto tesoro delle esperienze passate , che non si commetteranno più gli stessi errori, che le persone con le quali ci si raffronta sono diverse. Che ogni volta ,insomma, il libro torna a riscriversi e che, forse, il finale stavolta sarà diverso.

Le cicatrici si vedono, eccome . Talvolta restano ancora dolorose. Ma siamo programmati per andare "alla ricerca della felicità": e allora, visto che siamo in gioco, giochiamo. Che sia per sempre oppure no.

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categorie: amore, donne, favole, amicizia, uomini, single
venerdì, 09 gennaio 2009

Megaloman

ZippoForse ha ragione "Lettrice" quando commenta che il mio "messaggio di fine anno" era pieno di autocompiacimento e autocelebrazione. Forse.

O forse no. Perchè questa non è una rivista, non è un libro, non è nulla che la gente sia "obbligata"  o "tenuta " a leggere. Chi vuole passa e legge, chi non gradisce , oppure trova privo di guizzo creativo e personalità nello stile ciò che scrivo, può tranquillamente cambiare lettura.

Questo blog è casa mia, dove mi sento autorizzato a girare in smoking tirato a lucido come un damerino oppure in mutande .

Non mi sembra sia autocelebrazione scrivere che si sta bene, che si sente completato un percorso che è stato più difficile e lungo del previsto, che finalmente si è riusciti a chiudere una porta che tornava periodicamente ad aprirsi, che si è ottimisti e pieni di vita. Che forse si è ancora capaci di amare, nel senso pieno di questa parola : nel senso romantico ma anche in quello dell'amicizia.

Tanto pieni di vita , di voglia di godere di questi momenti (consapevole che tempi duri torneranno, prima o poi) che , forse, un po' di creatività letteraria, quella si, se n'è andata. Oppure semplicemente dopo tre anni di scrittura compulsiva quasi quotidiana, quella creatività si è presa una pausa di riflessione e si scrive quando c'è voglia di scrivere e non perchè "bisogna" scrivere . Ci sono già troppe cose da "dovere" fare.

Il blog diventa un luogo dove non più sfogare frustrazioni o un amore illusorio ma un posto dove condividere anche gioie e sensazioni positive. So che il dolore fa più "audience" : ma per il dolore c'è sempre tempo. Io credo di avere già dato, e in abbondanza.

Ora c'è spazio per altro. I tempi duri torneranno : la vita è fatta così, di un continuo ondeggiare.

Mi autocompiaccio ? Forse si. E ,comunque sia, non ne sono affatto pentito, non me ne vergogno. Sono orgoglioso del cammino fatto e di come sto. Se qualcuno giudica che ciò sia negativo o che sia in delirio d'onnipotenza : pazienza.

Se non ho ringraziato nessuno è perchè questo spazio non chiude, di conseguenza il mio non è un addio : solo un percorso che continua. Mi perdoni "lettrice" , ma non ho mai chiesto "terapia" agli amici del blog. Ho trovato delle belle persone che credo non necessitino particolari ringraziamenti. Coloro che, nei momenti più difficili, sono stati vicini, lo sanno quanto io mi sia affezionato a loro. Ma lo sono anche ora che le cose vanno bene, non dimentico.

Nel mio delirio di onnipotenza metto anche una mia foto che mi piace. Scansatevi, gente, arriva Megaloman.

 

 

postato da paolozippo alle ore 08:21 | link | commenti (12)
categorie: amore, donne, amicizia, sentimenti, uomini, sesso, paolo zippo
mercoledì, 24 dicembre 2008

Discorso di fine anno

albero_natale_2Non scrivo da parecchio, il mese di Dicembre se n'è volato via in modo talmente rapido che mi sono reso conto solo ora di come e quanto io abbia trascurato questo "angolino" della mia vita che ha ospitato, negli scorsi due anni, tante riflessioni, tanti pensieri che, forse, per essere chiari avevano bisogno di essere portati nero su bianco.

Un blog può anche essere questo ; una ricerca di chiarezza, la voglia non di raccontare il proprio privato a dei perfetti sconosciuti, ma a se stessi, alla ricerca di risposte che alle volte non ci sono. Avevo bisogno di "sganciarmi" anche dal meccanismo del post quotidiano, non volevo permettere che il blog diventasse solo un "obbligo". Non ci sono "obblighi" nel fare qualcosa di piacevole.

C'è una frase di Paulo Coelho che forse sarà banale e scontata ma che ben si può adattare a questi ultimi mesi della mia vita : "Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde." Sono passati tanti minuti. Sommati gli uni aglialtri sono diventati mesi.  Ma la vita ha risposto : ricevi quello che dai, la legge del Karma è inevitabile ; evidentemente ho creato del buon karma in questi ultimi anni. L'importante è continuare, non dormire sugli allori, avere fiducia nel futuro.

Volendo esagerare con le citazioni,poi, :"Quando una porta si chiude, altre si aprono, ma spesso passiamo troppo tempo ad osservare con rimpianto la porta chiusa tanto da non vedere quelle che si stanno aprendo per noi.(Alexander Graham Bell)

Ecco : questi ultimi anni sono stati per troppo tempo osservare una porta chiusa, senza dare spazio alle porticine o ai portoni che le stavano accanto. Fino a quando...

Ci sono persone che ti cambiano la vita, che ti fanno capire quanto essa sia meravigliosa e degna di essere vissuta in ogni istante, anche in quelli meno felici, in quelli in cui scopri che ci sono persone tristi, cattive o prive di scrupolo, egoiste al punto che ,pur di far del bene a se stesse calpestano chiunque esse abbiano davanti. O semplicemente invidiose di ciò che sei tu, di quel briciolo di serenità che sei riuscito a ricostruirti. Persone che pur di farti del male cercherebbero qualsiasi appiglio, qualsiasi scusa.

Perdonate. Tutte le persone che vi hanno fatto del male in questi anni. Perdonate : c'è il karma, amici. C'è il karma.

Ci sono due persone che , mi perdoneranno le altre, desideravo ringraziare alla fine di quest'anno che se ne va. Si riconosceranno entrambe, non c'è bisogno di fare nomi.

La prima mi ha fatto ritrovare il piacere dell'amicizia con una donna : amicizia che , lo scrivo da sempre, per me è molto più importante dell'amore per certi versi. Non saremmo mai stati una coppia destinata a durare. Ma amici potremo (volendo) esserlo per tutta la vita. Con la stessa intensità che ci ha visto affrontare un viaggio insieme e mille piccole e grandi insidie che la vita ha messo sul cammino di entrambi. Affinità intellettuale (nonostante la mia evidente sudditanza culturale.. ihihhi) , gusti comuni, un certo snobismo gemello. Vite diverse però. E desideri ,progetti di vita futura diversi.  Amici : se il Karma vorrà.

Un'altra mi fa sperare. Un incontro quasi casuale, uno "scontro" che non era affatto preventivato ne cercato. Ma che è accaduto. E che sta facendo nascere qualcosa di piacevole , di sincero. Che guarderemo crescere : sempre karma permettendo.

Questo blog non chiude a natale 2008: apre solo delle pagine nuove, tutte da scrivere.

Falice natale a tutti.

 

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categorie: amore, donne, favole, amicizia, sentimenti, uomini, sesso, single
mercoledì, 03 dicembre 2008

Only for VIP people

skyApprendo dalle parole del nostro esimio Presidente del Consiglio e non dal saldo del mio conto corrente come altresì mi piacerebbe, di essere un ricco, un privilegiato ,un vip perchè possiedo un abbonamento Sky : bouquet mondo, cinema e sport , 50 euro al mese (iva compresa) .

Credevo, nella mia beata ingenuità, che essere ricchi significasse altro che non il concedersi qualche film in anteprima, parecchie serie televisive e qualche partita dell'Inter . Se si resta a casa a vedere il film non si esce, non si spende per aperitivo,pizza,amaro,caffè, magari cinema.. In una serata recuperato l'abbonamento mensile da "ricchi" di Sky.

Credevo che avere Sky, per chi ha un figlio, significasse propinargli dei cartoni non infarciti da pubblicità di ogni giocattolo possibile come fa , oh guarda, la sua Italia Uno.

Credevo fosse possibile avere un'informazione indipendente e ben fatta come fa SkyTG24. Per la cronaca, Murdoch (il padrone di Sky) è visto da tutto il mondo come un ultraconservatore più a destra della destra, queste accuse di essere "pappa e ciccia" con i "comunisti" fanno sorridere.

Certo che essere accusato di essere ricco da Berlusconi fa la sua porca figura : certo che essere accusato di avere dei privilegi dai sig.ri parlamentari che ricevono stipendi e benefit che un comune mortale (seppur "ricco") si sogna (circa 15.000 euro/mese) , fa quasi ridere. E ,perdonatemi, fa ridere chi ascolta questi signori: di destra o di sinistra che siano. Qui non si fanno distinzioni.

Da buon "ricco" pagherò i 5 Euro in più.

In compenso arriveranno le "social card" a casa dei poveri gioiellieri lombardi che guadagnano 21.533 euro all'anno (e sono i più ricchi d'italia) oppure deii sarti in Puglia (4.048 euro annui), i parrucchieri in Campania (6.332 euro), i pescivendoli del Trentino (3.742 euro l' anno), i ceramisti dell' Emilia Romagna (2.744 euro), i titolari di autosaloni di Bolzano (1.073), i rivenditori di ricambi auto in Lombardia (5.556 euro).

Questi Sky non la hanno sicuramente : come permettersela ?

postato da paolozippo alle ore 07:03 | link | commenti (10)
categorie: politica, tecnologia, televisione, sky , iva
lunedì, 01 dicembre 2008

Anime gemelle

Probabilmente l'anima gemella non la troveremo mai. Sarebbe bello poter comporre un puzzle formato dal meglio delle persone che incontriamo per poterlne creare una , almeno virtuale.

Non parlo di conformazione fisica : parlo di caratteristiche caratteriali, di affinità elettive (Goethe mi perdoni) , di attrazione chimica.

Un bel puzzle, o meglio un cubo di Rubrik composto dalle persone che abbiamo trovato sul nostro cammino e dalle quali estrarremmo volentieri una caratteristica, quella che ci affascinava di più , quella che ci ha fatto avvicinare, superare i dubbi e gli ostacoli, che ci ha proiettati a credere in quel "qualcosa" che avrebbe potuto definirsi amore.

Poi l'anima gemella incarna la perfezione assoluta. Non trovate che la perfezione assoluta, dopo un po', stanchi ?

postato da paolozippo alle ore 07:53 | link | commenti (8)
categorie: amore, amicizia, sentimenti, uomini

Chi sono

Utente: paolozippo
Nome: Paolo Zippo
Speaker alla radio, animatore, presentatore. Da vent'anni faccio un lavoro "poco serio" e me ne vanto. Sono una persona che si sveglia tutte le mattine alle 5.40 per aprire le trasmissioni di Radio Company alle 6.30 , sono un inguaribile sognatore, sono uno che ha imparato a vedere il bicchiere mezzo pieno... Sono inevitabilmente io.

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